"Qui passo gli anni, abbandonato, oscuro, senz'amor, senza vita; ed aspro a forza tra lo stuol de' malevoli divengo: qui di pietà mi spoglio e di virtudi, e sprezzator degli uomini divengo..." (G. Leopardi)

lunedì 7 ottobre 2013

Lotta al terrorismo e guerre ignote...

Anche oggi nel mondo e anche in Italia si è data notizia "dell'ennesimo successo americano contro il terrorismo"....

In due parti del mondo, in Libya e in Somalia, le truppe americano avrebbero catturato un pericoloso terrorista legato ad Al-Qaeda che si aggirava per le strade di Tripoli (a cui tra l'altro era stato dato asilo politico nel Regno Unito negli anni '90). Oltre a questo, sempre le truppe americane, avrebbero distrutto una base dei militanti Al-Shabaab in Somalia, in risposta a quanto avvenuto in Kenya non più di una settimana fa.

Bene... nonostante questo basti a far pensare all'opinione pubblica che da oggi il mondo è più sicuro e che la lotta al terrorismo procede bene (sembra di leggere 1984 di Orwell e io spero di non fare la parte del Signor Winston), cerchiamo di vedere questi fatti sotto un'ottica leggermente diversa e soprattutto cercando il punto di osservazione di chi subisce le aggressioni altrui....

L'attuale governo libico si è in effetti lamentato dell'ingerenza militare americana. L'azione di cattura del così definito terrorista islamico in territorio libico è avvenuta senza preavviso e senza il preventivo consenso delle autorità nazionali libiche, proprio come era avvenuto per l'omicidio di Osama Bin Laden in Pakistan.
Considerando che gli Stati Uniti si trovano ad almeno 9 ore di aereo dalla Libya, questo la dice lunga su quanto sia versatile "la falange armata di Obama" e quanto essa sia immune dal rispetto di qualsiasi legge e di qualsiasi confine.

Diciamo pure che fino a quando c'era Gheddafi, la Libya era immune dai movimenti estremisti islamici, infatti le porte verso l'Europa erano protette proprio dal leader non allineato della Libya che teneva a bada movimenti tribali avversi al suo potere, ma anche eventuali alleanze con estremisti e gruppi radicali fondamentalisti islamici.

Poi l'Occidente ha avuto la brillante idea di giustiziare senza processo il leader libico perché ci faceva pagare troppo caro il suo petrolio (la protezione dei diritti umani non centra niente, la Libya di Gheddafi era uno dei paese africani con il reddito pro-capite più altro e il paese africano a cui tutti i paesi occidentali e orientali avevano venduto armi a non finire). 

Crollato il potere forte in Libya, rimpiazzato da un governo riconosciuto dall'Occidente ma che di fatto non governa il proprio territorio, è subentrato il problema terrorismo islamico che attecchisce in maniera impressionante dove non ci sono autorità fortemente radicate (e noi lo avevamo già preannunciato). Con l'insediamento del terrorismo, si rende anche necessario un intervento arbitrario americano che dimostra l'inefficacia del nuovo sistema di potere instaurato in Libya, ma che tristemente dimostra quanto il terrorismo si espanda proprio in conseguenza delle guerre occidentali.

Teniamo presente che un leader terrorista catturato, non significa che i terroristi in Libya se ne sono andati, l'azione americana era mirata a quella singola cattura, non a debellare cellule terroristiche insediate in Libya.

C'è una considerazione ulteriore da fare: nessuno vorrebbe essere vittima dei terroristi islamici, gente senza scrupoli che pur di creare danno all'occidente sarebbe disposta a farsi esplodere. 
Ma chi vorrebbe essere vittima di un'aggressione militare americana non autorizzata da nessuno? Svegliarsi a casa propria con la canna di un fucile in bocca e circondato da militari americani non sarebbe sicuramente presagio di una buona giornata...

Eppure tutto questo succede. Non una volta sola: questo succede a seguito di attività costanti di spionaggio, che una volta ogni tanto si tramutano in una notizia "quasi" certa, che scatena un'azione militare arbitraria autorizzata da Obama. 

In modo meno marcato, anche le precedenti amministrazioni americane fomentavano guerre (Iraq, Afghanistan, solo per citarne due scatenate da J.W. Bush) e alimentavano movimenti ribelli per destabilizzare governi non allineati alla politica del petrolio americana, o contrari al concetto di "sicurezza interna" degli USA (ad esempio la Syria). 

Erano mosse che politicamente ci si potevano aspettare da un repubblicano come Bush, finanziato e autofinanziato dalle multinazionali del petrolio. Manovre mirate al controllo delle risorse petrolifere anche se mascherate dalla protezione dei diritti dei popoli. 

Un incremento nel numero delle manovre militari segrete, l'uso smoderato di droni e la totale assenza di un coordinamento internazionale (neanche in ambito NATO) come quello degli ultimi anni ad opera di un democratico, premio Nobel per la Pace, come Obama, fanno pensare a scopi meno materiali come ad esempio il controllo del petrolio. Fanno più pensare all'auto proclamazione dell'America a protettore del mondo e all'elevazione di Obama a custode della pace e della sicurezza dell'America e di tutti i paesi che ad essa si assoggettano. 

Fanno pensare a una percezione del rischio da parte americana molto più spasmodica rispetto al passato, ad una necessità di proteggere i propri interessi guardando a confini troppo lontani come quelli della Macedonia di Alessandro Magno, della Francia di Napoleone o della Germania del Terzo Reich; oltre ad un'assunzione di poteri sovrumani, senza controlli ulteriori, quasi "divini", da parte di Obama.

Scordiamoci per un attimo di essere in un paese alleato o comunque nell'area di influenza americana. Mettiamoci per un secondo nei panni dei così detti paesi non allineati: tutti quei paesi islamici che non praticano il terrorismo e neppure approvano il terrorismo islamico, mettiamoci anche nei panni della Korea del Nord, di tanti paesi cento e sud americani e di altri paesi che rivendicano la propria indipendenza in politica interna e nei rapporti con gli altri Stati...

In quest'ottica qual'è la differenza tra l'azione dei terroristi islamici e quella delle truppe di Obama? Entrambi tentano di annientarsi a vicenda, entrambi sparano e colpiscono con i mezzi che hanno a disposizione, entrambi credono di essere dalla parte della ragione, entrambi non concepiscono un modo di pensare diverso dal loro.

Obbiettare che gli americani non si fanno esplodere in mezzo a folle di civili non è sufficiente, dal momento che quando si tratta di attacchi di droni o bombardamenti, anche gli americani accettano un discreto numero di "danni collaterali" (si legga vittime civili) pur di raggiungere il loro scopo.

- - -

Nel frattempo in Italia piangiamo le vittime di Lampedusa. Oltre 200 morti (destinati ad aumentare e che non contano tutti i morti di precedenti viaggi della speranza), tutti immigrati clandestini africani, in prevalenza somali, che fuggono da un paese ancora lontano dal trovare un assetto democratico; da un paese dove i terroristi di Al-Shabaab (che sembravano annientati, sui mass media lo erano) sono ancora più forti che mai. 

Civili che fuggono dalla Somalia dove dopo anni di gestione transitoria supervisionata dalle Nazioni Unite, siamo ancora al punto di partenza; dove nonostante la presenza di migliaia di truppe dell'Unione Africana (con mandato ONU), non si riesce a creare un governo che controlli il territorio. 

In questi paesi l'intervento si limita alle solite rappresaglie militari americane (senza mandato ONU), dove viene devastata una presunta base dei terroristi, ma dove non si ha intenzione di intervenire per dare sollievo alla popolazione civile, costretta a scappare per poi morire in prossimità delle coste italiane.

Ancora una volta mettiamoci per un istante "dalla parte del torto" e valutiamo se i morti di Lampedusa sono da attribuire alla Legge Bossi-Fini, alla Guardia Costiera italiana, oppure ad un intervento internazionale inefficace e approssimativo, sia che si tratti di intervento umanitario ONU, sia che si parli di intervento armato americano, nei paesi dove questi viaggi della speranza hanno inizio.

- - -

Articoli relativi alla notizia iniziale delle operazioni militari americane in Libya e Somalia:
http://www.lastampa.it/2013/10/05/esteri/preso-nelle-strade-di-tripoli-lideatore-degli-attacchi-alle-ambasciate-usa-4Ly318KG0WSQ9bpd20TMTK/pagina.html

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/africaandindianocean/libya/10359319/Abu-Anas-al-Libi-al-Qaeda-kingpin-caught-in-Libya-was-released-by-British-police-before-going-on-the-run.html

http://www.huffingtonpost.com/2013/10/05/abu-anas-al-libi-libya_n_4050844.html

http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/alliby-capture-britain-asked-why-americas-most-wanted-alqaida-terror-suspect-was-given-uk-asylum-8863601.html

http://www.washingtonpost.com/world/national-security/us-navy-seals-raid-al-shabab-leaders-somalia-home-in-response-to-nairobi-attack/2013/10/05/78f135dc-2e0c-11e3-8ade-a1f23cda135e_story.html

martedì 24 settembre 2013

Pensiero di fine giornata.........

Dopo circa quarant'anni ho capito che:
per quanto ci si sforzi di prevedere tutto,
la vita ci riserva sempre un sacco di sorprese,
tra cui anche diverse "rotture di coglioni"
Max

sabato 21 settembre 2013

Cronaca di oggi...

Se la libertà significa qualcosa, 
allora significa il diritto di dire alla gente 
cose che non vogliono sentire.
George Orwell


21 Settembre 2013... di seguito la breve cronaca del massacro odierno:

Mentre seguo su Al-Jazeera  la cronaca in diretta dell'attacco al centro commerciale West Gate di Nairobi in Kenya, al momento almeno 30 morti e un numero imprecisato di persone tenute in ostaggio, in televisione passano anche altre notizie di tragedie simili:

in Nigeria, dopo gli oltre 80 morti di ieri causati da un attacco dei terroristi islamici di Boko Haran, oggi ci sono stati almeno altri 7 morti in un conflitto a fuoco tra Polizia e terroristi;

in Iraq ci sono stati almeno 50 morti in un attentato con un'auto bomba in una zona a maggioranza sciita;

Tre soldati americani uccisi in Afghanistan;

Allo stesso tempo il Pakistan ha rilasciato e consegnato all'Afghanistan uno dei leader storici dei Talebani, Abdul Ghani Baradsr, arrestato tre anni fa;

In Syria si combatte ancora tra truppe governative, gruppi dissidenti e altri gruppi che sembrano legati ad Al Qaeda;

Nei territori palestinesi occupati è stato ritrovato il corpo di un militare israeliano, disperso da giorni;

Ad Ankara in Turchia ignoti hanno sparato un razzo su un palazzo della Polizia;

In Mauritania, come anche in Honduras i problemi sono dovuti ad allagamenti e smontamenti a seguito alle piogge torrenziali degli ultimi giorni. Almeno 2 morti in Honduras;

Le coste della Cina saranno investite da un uragano nelle prossime ore;

Nelle Filippine e a Taiwan lo stesso uragano ha già causato allagamenti e distruzione, con centinaia di famiglie evacuate;

In Messico ancora si lotta contro le piogge torrenziali degli ultimi giorni che hanno devastato intere aree del paese;

E poi rimane incombente la minaccia americana di iniziare un'altra guerra attaccando la Syria.

Chi sa domani... ?

giovedì 19 settembre 2013

Il Kosovo non va più di moda sui notiziari italiani...

Oggi di Kosovo... in Italia... non si parla più. Perché? 

Perché molto probabilmente è meglio far credere che, dopo 14 anni di presenza militare NATO, ONU e Comunità Europea, il problema Kosovo sia definitivamente risolto.

Non è così !!

A parte i milioni di Euro che si bruciano annualmente per far sviluppare una regione microscopica che è sempre stata depressa sin dagli albori della storia; 
a parte lo sforzo diplomatico molto spesso impacciato, per facilitare il dialogo tra kosovari albanesi e serbi;
a parte aver fomentato la guerra nel 1999 e aver poi piazzato la più grande base militare americana in Europa;
a parte l'ennesima assoluzione di ex comandanti dell'UCK in processi per crimini di guerra, per mancanza di testimoni... causa "suicidio";
a parte tutto questo...

Oggi è stato ucciso in un agguato, un Ufficiale della forza internazionale della Comunità Europea in Kosovo (EULEX).
Da quanto riportato da fonti di stampa locali, pare che si sia trattato di un vero e proprio agguato, non un gesto dimostrativo come spesso accade nel Nord del Kosovo, ad opera della comunità serba, chi ha sparato questa mattina ha sparato per uccidere. 
Si tratta di un atto criminale, un gesto del genere non può essere motivato dalla instabilità politica dell'area, né da interessi religiosi o di natura etnica.
Oggi è stato ucciso in una imboscata un ufficiale internazionale che, insieme ad altri si recava sul proprio posto di lavoro e che non aveva nulla a che fare con le interminabili dispute tra etnie serba ed albanese.

Per di più il fatto è stato compiuto in un momento in cui il dialogo tra Pristina e Belgrado sembrava andare nella giusta direzione e in un momento in cui, in vista delle elezioni kosovare di Novembre, i serbi del Kosovo sembravano orientati a votare, per la prima volta nella storia del dopoguerra balcanico.

Ma in Italia? 
In Italia tutto questo non interessa, nonostante il Kosovo si trovi a due passi da casa. 
In Italia le notizie che vanno di moda sono ancora "il destino politico di Berlusconi", "l'Inter comprata da un magnate indonesiano" e "la propaganda contro Al-Assad in Syria".

Tutto normale.... Auguri.

mercoledì 18 settembre 2013

Syria... chi ha usato le armi chimiche ?

Bene... un passo avanti è stato fatto... 

Per adesso la Syria non verrà bombardata dalle truppe del premio Nobel per la pace Barak Obama.
A quanto sembra la Russia avrebbe presentato, se non prove schiaccianti, almeno documenti che suscitano un dubbio ragionevole sull'uso delle armi chimiche. 
Non che queste armi chimiche non siano mai state usate, ma che potrebbero essere stati i ribelli ad impiegarle.

Questo scenario è di gran lunga il più logico in termini di rapporti di forza tra Al-Assad e ribelli, difronte alle ripetute minacce di rappresaglia da parte degli USA e non per ultimo, visti i precedenti casi analoghi di Bosnia-Herzegovina* e Iraq** dove, pur senza armi chimiche è stato necessario creare una scusa per dare il via alle rappresaglie americane e NATO.

Inoltre sembra che il rapporto ONU sull'uso delle armi chimiche in Syria, come sempre accaduto per altre indagini ONU commissionate in passato, pur non dovendo stabilire responsabilità da parte di Al-Assad o da parte di una delle circa 700 fazioni ribelli, abbia trascurato dei dettagli che ovviamente la Syria, per tramite della Russia, ha puntualizzato sollevando seri dubbi su chi sia il responsabile della strage con queste armi chimiche.

Per fortuna questo scenario di ragionevole dubbio, ha fermato l'unico "illuminato" che non aveva dubbi e che era pronto a bruciare altri (molti) milioni di dollari per bombardare la Syria, autoproclamandosi "salvatore del mondo".

In definitiva l'attacco americano (e non dimentichiamo, fortemente appoggiato dalla Francia, che evidentemente ha preso vigore dopo l'omicidio di Gheddafi e il sovvertimento del Governo libico), è per adesso rinviato ma non scongiurato. Obama sembra ancora fortemente motivato a scatenare l'ennesima guerra giustificando l'attacco con dei non meglio precisati motivi di "sicurezza nazionale", sentendosi minacciato a turno da tutti i paesi non allineati al pensiero americano, nel caso specifico Syria e Iran.



*Il riferimento è alla strage del mercato di Sarajevo del 1995, che secondo molte fonti non è attribuibile ad un razzo serbo ma ad una bomba esplosa nel mercato. Bomba che non poteva essere messa dai serbi dal momento che di serbi nella zona del mercato non ce n'erano più.
(A titolo di esempio si veda l'artico a questo link).

**E' oramai noto a tutti che in Iraq di armi chimiche non ce n'erano e i rapporti della CIA che sostenevano il contrario, si basavano su congetture ed erano completamente privi di elementi probatori.
(A titolo di esempio si veda l'articolo a questo link)


Fonti di stampa sull'argomento armi chimiche in Syria:
http://www.ilgiornale.it/news/esteri/armi-chimiche-russia-accusa-i-ribelli-ispettori-torneranno-951273.html
http://www.agi.it/estero/notizie/201309182055-est-rt10343-assad_ringrazia_mosca_fermato_attacco_selvaggio