"Qui passo gli anni, abbandonato, oscuro, senz'amor, senza vita; ed aspro a forza tra lo stuol de' malevoli divengo: qui di pietà mi spoglio e di virtudi, e sprezzator degli uomini divengo..." (G. Leopardi)

domenica 31 dicembre 2017

Un libro sulle stragi della strada...

"Strage continua" è un libro che tratta l'argomento degli incidenti stradali. Le ragioni per cui essi accadono, il perché sulle strade muoiono così tante persone, le leggi, le differenze tra l'Italia e gli altri paesi europei in materia di sicurezza stradale, non senza polemica.
Devo fare due considerazioni su questa lettura: 
la prima, di carattere personale, è che se ho letto un libro del genere gli ultimi giorni dell'anno, significa che anche nel 2017 qualche cosa non è andata per il verso giusto. Forse era meglio leggere una fiaba anziché un libro che parla di migliaia di vittime della strada. Ma questa è una considerazione che esula dal merito.
La seconda riflessione, riguarda più da vicino la
lettura. Il contenuto del libro è chiaro, nelle strade ci sono più morti che in molte guerre e altrettanti feriti. L'infortunistica stradale comporta spese assurde per il servizio sanitario nazionale e tempi lunghissimi per la giustizia, con pene che talvolta non sembrano proporzionate al danno fatto .
Bene. Questi sono dati di fatto e spetterebbe al legislatore porvi rimedio. C'è però un aspetto che a mio parere andrebbe considerato: quando io ero piccolo mi veniva insegnato il significato dei segnali stradali alla scuola materna. Avevo non più di quattro anni e avevo già imparato che i segnali triangolari indicavano che c'era un pericolo.
Non mi risulta che questa buona pratica sia ancora in voga al giorno d'oggi.
E' anche vero che quando ero piccolo io non esistevano i telefonini che oggi sono il più grande pericolo per chi guida, sia direttamente, ovvero quando siamo noi ad avere il telefono in mano e tendiamo a distrarci dalla guida, sia indirettamente, quando il telefono lo tiene in mano un autista che proviene dalla direzione opposta, oppure da dietro di noi, oppure giunge al nostro stesso incrocio.
Ecco, proprio l'autista con il telefonino in mano mentre guida, quello è il vero assassino della strada.
Eppure sembra sempre più una cosa normale. 
Sarà anche vero come dice l'autrice del libro che in Italia si fanno meno controlli stradali che negli altri paesi (io non credo che la differenza sia così grande), ma è altrettanto vero che i controlli in Italia sono spesso sbagliati.
L'autovelox a tradimento dietro una curva o dietro ad un albero, per fare un esempio, senza la contestazione dell'infrazione, non serve a far cessare il pericolo della guida ad alta veocità. L'autista colto dall'autovelox, andrebbe fermato subito sia per contestargli la violazione, sia per fare in modo che smetta immediatamente di creare un pericolo alla circolazione. 
Purtroppo l'autovelox delle varie polizia municipali e provinciali, serve solo a far fare cassa alle rispettive amministrazioni.
Soldi che piovono nelle casse di comuni e province e che in molti casi le stesse amministrazioni calcolano nei bilanci preventivi, Incredibile! Sanno già che l'autovelox porterà ad introiti per tot centinaia di migliaia di euro, come se si trattasse di una tassa qualsiasi.
In conclusione voglio quindi dire che, pur non concordando con la polemica sulla correttezza o meno di leggi e leggine fatte tra governi di destra e governi di sinistra, va riconosciuto che la strada è probailmente il luogo di incontro più frequenetato da tutti. Il luogo più sociale, al giorno d'oggi pià delle piazze (almeno da quando esistono i telefoni cellulari ed internet). Le strade sono il luogo più frequentato al pari della rete internet, il posto dove non solo tutti vanno, ma tutti hanno bisogno di andare.
Le regole che ci siamo dati per l'utilizzo della strada sarebbero più che sufficienti per usarla tutti in maniera appropriata. Purtroppo il problema non sono le regole, il problema sta nel metabolizzare le regole stesse, comprenderne la validità e la necessità, nell'usarle e rispettarle in modo appropriato. 
Mentre la rete internet non necessità di regole (almeno per evitare scontri, anche se di regole in altri ambiti ne servirebbero e come), la rete stradale necessita di preparazione prima di essere utilizzata. Significa che la patente non andrebbe data a tutti come avviene al giorno d'oggi ma servirebbe più severità sia nel valutare la preparazione teorica, ma anche la pratica. Non basta saper spingere sul freno o sull'acceleratote, l'autista andrebbe preparato anche a gestire delle emergenze che si possono presentare, non ultima quella di cambiare una gomma forata o sapere quando montare le catene da neve.
Manca, come dice anche l'autrice del libro, un appropriato investimento all'educazione stradale.
Questo è vero, ma in Italia, manca una educazione civica generale. Manca per esempio l'educazione a chiedere lo scontrino del caffé al bar perché non capiamo che quello scontrino nel lungo periodo ci permette di far pagare le tasse a chi le deve pagare e diminuisce la pressione fiscale su tutti. Ci manca la conoscenza di base delle regole che stanno al fondamento della nostra società. Chi tra le nuove generazioni conosce l'articolo uno della Costituzione? 
Una volta si faceva un'ora di educazione civica a scuola, era poco, ma adesso hanno tolto anche quella.
Oggi come oggi chi guida ma anche chi non guida, vive le proprie relazioni sul telefonino, in un mondo virtuale dove non ci sono scontri fisici e lo spazio assume una dimensione nuova rispetto alla realtà. Sul web non ci sono scontri, lo spazio virtuale di un utente non si sovrappone mai a quello di altro utente. 
Su un computer se si sbaglia una cosa, la si cancella e la si fa ripartire da capo. Si spenge e si riaccende il computer e tutto riparte. Purtroppo questo non è previsto in realtà. Se due corpi fisici tentano di occupare lo stesso spazio si verifica uno urto, si provoca uno scontro e molto spesso a seguito di uno scontro ci si fa male.
In conclusione per utilizzare le strade serve disciplina, non basta la spregiudicatezza e la praticità che oramai imperversa sulle strade virtuali di internet. Per strada si deve essere concentrati su quello che si fa altrimenti si rischia di morire o di uccidere qualcuno. 
Tale senso di responsabilità va impresso negli utenti della strada ad opera delle istituzioni appropriate, sia per il rilascio della patente, sia per le successive valutazioni di persistenza dei requisiti per la guida, sia in materia di controlli stradali. 
Significa che per ogni incidente, oltre alla responsabilità maggiore di chi lo ha provocato, una piccola percentuale di colpa andrebbe imputata a chi ha rilasciato la patente del guidatore, a chi ha costruito veicoli che superano agevolmente i limiti di velocità, a chi fa le multe con gli autovelox nascosti ma non investe in sicurezza stradale effettiva, a chi non ripara le buche delle strade, nonostante le multe incassate.
C'è poi la nota dolente dei processi che durano anni e le pene troppo lievi per il danni fatto. Anche su questo si potrebbe parlare per ore, ma oramai l'anno vecchio sta per finire. Speriamo solo che con l'anno nuovo qualche cosa cambi, anche per la circolazione stradale.



lunedì 25 dicembre 2017

Buon Natale


Buon Natale nella speranza che, con la moda che a Natale siamo tutti più buoni, si pensi per un istante anche agli anziani, pensionati INPS, soli e che pagano il ticket e i medicinali, oltre che ai migranti nigeriani di 90 Kg, muscolosi e in età lavorativa, che chiedono l'elemosina davanti ai supermercati, mangiando tre volte al giorno gratis.

Speriamo che qualcuno pensi anche a quei discgraziati italiani che vivono in condizioni precarie, anche con il freddo dell'inverno e l'unico posto dove possono trovare qualche cosa da mangiare è la mensa della Caritas.

Speriamo che qualcuno pensi a chi ha bisogno, tra i nostri connazionali... non solo ai migranti africcani e non solo a Natale. Per chi governa e chi ha a sufficienza per se, Natale dovrebbe essere tutti i giorni... e non solo il 25 dicembre.

Buon Natale.... a tutti.

lunedì 18 dicembre 2017

Seppellire il Re... dove si deve seppellire il Re

Dopo 70 anni dalla morte avvenuta nel 1947, la salma di Vittorio Emanuele III, già Re d'Italia, è rientrata in Italia tra le polemiche di partigiani, Comunità Ebraica e qualche ignorante.
Vittorio Emanuele III era un militare e come tutti i militari deceduti fuori dall'Italia, è giusto che torni in Patria con un volo di Stato. Questo basta per porre fine alla polemica sterile di ebrei e partigiani comunisti, questo deve bastare, perché in Italia questo è previsto indipendentemente dal fatto che piaccia o no e indipendentemente da quale parte e quale colore governi il Paese.

I polemici più attivi sostengono che far rientrare in Patria la salma del Re, sia offensivo per la memoria. Vogliamo veramente parlarne di questa memoria?
Per oltre 70 anni l'Italia ha vissuto nell'onta della vergogna per quanto successo durante la Seconda Guerra Mondiale. Ha pagato e paga le colpe di italiani di altre generazioni così a lungo che a forza di chiedere scusa si rischia che qualcuno, non si senta più così responsabile o colpevole. 

E poi tante polemiche su Vittorio Emanuele III che ha appoggiato Mussolini? Sfido chiunque in quel momento storico ad opporsi a Mussolini! In Italia e anche all'estero!

Anche tanti di quegli ipocriti che oggi si dichiarano fortemente antifascisti, durante il ventennio hanno sicuramente gridato "viva il duce" quando la situazione lo richiedeva, altrimenti non sarebbero qui a lamentarsi. Soprattutto i partigiani dell'ultimo secondo che non hanno sparato un colpo e hanno cambiato fazione in base alla convenienza del momento.

E poi, polemiche a parte, la nostra tradizione cattolica ci suggerisce compassione in morte anche per chi in vita non è stato proprio un santo. In fin dei conti seppelliamo tutti: terroristi rossi, neri, stupratori, ladri (anche quelli istituzionalizzati) e criminali di ogni genere. L'unico a cui è stata negata una sepoltura decente è Erik Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine, ma questa è un'altra storia.

Le "solite vittime", tra ebrei moderni e partigiani di estrema sinistra, avrebbero preferito che la salma di Vittorio Emanuele III rimanesse all'estero. Al contrario spero che, sulla base delle tradizioni e delle consuetudini, del diritto vigente in Italia, che fortunatamente ci fa vivere in un paese libero, democratico e pacifico (a parte qualche eccesso anarchico o di estrema sinistra), Vittorio Emanuele III, a 70 anni dalla sua morte, sia tumulato al Pantheon accanto agli altri sovrani di casa Savoia, come prevede la tradizione e senza che ciò cancelli la memoria dell'ultimo secolo. 

Senza che ci siano ripensamenti verso le vittime dell'olocausto e verso il percorso democratico intrapreso dall'Italia sin dalla fine dell'ultima guerra.

domenica 10 dicembre 2017

Quote of the day - Frase del giorno


La logica vi porterà da A a B.
L’immaginazione vi porterà dappertutto

(Albert Einstein)


sabato 9 dicembre 2017

L'estremismo di destra fa notizia, quello di sinistra no... chi sa perché?

E' di due giorni fa la notizia di una bomba esplosa davanti alla Caserma dei Carabinieri di San Giovanni a Roma. Un episodio rivendicato dai movimenti anarchici e che, a parte le "braking news" delle prime ore, dopo un giorno è scomparso dalle notizie principali su tutti i media. Neanche on-line c'è un posto aggiornato a meno di due giorni fa.

Al contrario, a distanza di giorni si parla ancora della pacifica, se pur arbitraria lettura del comunicato degli Skinheads di Como, all'interno di un circolo culturale di sinistra, con sede in quel capoluogo.

Per quel fatto si trovano continui aggiornamenti anche in rete, quasi ora per ora.

Ma è veramente possibile che la lettura di un comunicato innocuo da parte di un gruppo di estrema destra, di provincia, faccia più notizia di una bomba (vera) fatta esplodere da un gruppo di estrema sinistra, davanti ad un luogo che rappresenta l'autorità dello Stato, nella Capitale?

In Italia non siamo nuovi a questo tipo di "informazione". In Italia fa più notizia la nazionale di calcio che non va ai mondiali che le elezioni amministrative, il terremoto o il terrorismo.

Comunque vadano le cose e indipendentemente dal tipo di notizie che l'italiano medio predilige, dietro l'atto terroristico di Roma di due giorni fa, sembra esserci una vera e propria volontà di non parlarne, mentre sembrerebbe altrettanto chiara la volontà di parlare male, come al solito, dei movimenti di estrema destra che esprimono le proprie idee in maniera sicuramente più pacifica degli anarchici.

Complimenti, avanti così...



venerdì 1 dicembre 2017

The Place


Questo brano fa parte delle colonna sonosra del film "The Place".
Uno dei più belli che ho visto quest'anno e solitamente non sono un appassionato del cinema italiano.

-°-°-°-°-
A proposito del film "The Place":

Fino a dove saresti disposto a spingerti per esaudire i tuoi desideri?
Come ti cambierà ciò che farai per realizre quello che vuoi?
Varrà veramente la pena di fare quello che ti viene chiesto per ottenere ciò a cui aspiri?
Oppure eseguendo ciò che ti viene chiesto in cambio dei tuoi sogni, ti accorgerai che alla fine i tuoi desideri non valgono le azioni che devi compiere.

-°-°-°-°-

"Tutti quanti, prima o poi, siamo costretti a guardare noi stessi allo specchio 
e vedere chi siamo davvero".
Anonimo

giovedì 30 novembre 2017

Crimini... dopo la guerra


Nell'odierna Norimberga si è consumata l'ennesiam tragedia e l'ennesima beffa ad un sitema ipocrita che, a distanza di 20 anni giudica militari che hanno combattuto una guerra e ai quali si vogliono attribuire colpe di aver ucciso persone.

Se nella ex Jugoslavia avessero giocato a risiko bevendo coca-cola, anziché fare la guerra vera, allora si potevano fare obbiezioni sulle vittime. Al contrario, in tutta la Jugoslavia bosniaci, croati e serbi si sono combattuti in una guerra fomentata dall'esterno e che ha riacceso vecchi odii etnici, funzionali alla spregiudicata poitica americana, alla "estremamente confusa" azione sterna dell'Europa e all'aggressività della NATO.

Il danno fatto da questi esimi protagonisti è stato poi legalizzato dall'ONU che nel tentativo di dare una logica a quanto accaduto, ha sparso fumo negli occhi facendosi carico di perseguire i così detti colpevoli.

La campagna mediatica condotta dagli aggressori esterni, NATO- USA and Company, ha reso normale il fatto che gli unici colpevoli diventassero gli sconfitti dalla surclassante forza dell'Alleanza Atlantica.

Prima di Praljak, che fino a ieri la maggior parte del pubblico neanche conosceva, abbiamo sentito parlare di Milosevic, Mladic, Karadzic, Gotovina e altri di una lunga lista di militari e politici, come i più cattivi di tutti.

Solo marginalmente e grazie alla c.d. contro informazione mediatica, si è sentito parlare di certi Haradinaj, Limaj e pochi altri paramilitari, nomi che adesso nessuno ricorda, ma che sono stati assolti per "mancata presentazione dei testimoni a carico". Nessuno si è chiesto dove siano o che fine abbiano fatto questi testimoni.

Al Tribunale dell'Aja, la Norimberga dei nostri giorni, sembra chiaro che, nonostante la legalità formale fornita dall'ONU, si entra colpevoli e tali si rimane, quando siamo stati nemici del grande fratello occidentale; oppure si viene giudicati per spargere fumo negli occhi e si esce assolti senza clamore mediatico, quando al contrario siamo stati conniventi con il "grande fratello".

Anche a Norimberga qualche nazista fu condannato a 20 anni anziché a morte e qualcuno fu anche assolto per dare una parvenza di imparzialità. 

La differenza principale tra le due "inquisizioni", sta nel fatto che gli americani a Norimberga giudicarono arbitrariamente e poi se ne andarono. All'Aja il Tribunale per i crimine nella Ex Jugoslavia alimenta un sistema che paga stipendi a oltre mille persone, da oltre 20 anni; dove alcuni degli accusati vengono trovati morti in condizioni misteriore, vedi Slobodan Milosevic; altri accusati, dopo anni e anni di processisi, si suicidano in diretta, vedi proprio Slobodan Praljak, aumentando dopo un ventennio, il numero delle vittime dei conflitti Jugoslavi, di cui nessuno darà conto a nessuna Giustizia.


"C’è qualcosa di peggiore di un gravissimo peccato commesso? 
Si, il giudizio severo e duro
senza misericordia su chi ha commesso tale peccato".
(E. Bianchi)


mercoledì 29 novembre 2017

Corea del Nord, da oggi potenza nucleare..... e adesso?

E adesso cosa facciamo visto che la Corea del Nord è diventata una minaccia nucleare concreta?
Come ci si sente ad avere un missile puntato nel giardino di casa?

La risposta è semplice, ci si sente come tutti quei paesi che fino ad oggi sono stati "sotto schiaffo" dall'amica America e tutti quelli che potenzialmente erano, fino ad oggi, a distanza di tiro dei buoni e democratici americani.

Kim sta evidentemente rivendicando il suo spazio nel panorama internazionale egemonizzato dalle superpotenze dichiarate fino ad oggi. Lo stesso diritto che ha rivendicato l'Iran e che è stato vanificato dal così detto dialogo con i buoni amici americani ed europei.

La politica della Corea del Nord non è niente di più e niente di meno che il rifesso della politica estera americana fino ad oggi, con meno chiachiere e più fatti.

Dove il dialogo non funziona e fino ad oggi la Corea del Nord non ha mai avuto voce in capitolo nelle politiche del sud est asiatico, al contrario della lontana America, la presa d'atto che la Corea potrebbe colpire se non ascoltata al pari di tutti, avrà sicuramente più efficacia e più presa su quanti fino ad ora, hanno fatto "il bello e il cattivo tempo" senza ascoltare i diretti interessati.

L'aspetto positivo della questione è che da oggi, le chiacchiere e l'idiozia della diplomazia internazionale che ha portato a commettere crimini e disastri come in Libia e in Syria, troveranno un nuovo ostacolo, un nuovo spunto di riflessione e un deterrente alla stupidità spregiudicata.

Il pericolo posto dalle armi di Kim, funzionerà sicuramente da deterrente ad altre iniziative sconsiderate in altre zone della terra e, soprattutto, speriamo che porti a riflettere e pensare che sarebbe meglio dialogare tra pari, senza che quelli con le armi più grosse, pretendano di prevalere e di avere sempre ragione. 

Più che una dichiarazine di guerra, quella di Kim è un invito alla riflessione. A seguito delle guerre fomentate negli ultimi anni dalle potenze occidentali, tra Libua, Syria, Yemen, Ucraina, e chi sa quante altre in giro per il mondo, con la connivenza di NATO, ONU e Europa Unita, è arrivato il momento di smettere con l'aggressività indiscriminata e considerare "il prossimo" al pari di noi stessi.



"Saggezza e buon senso si ottengono in tre modi: 

con la riflessione, che è la cosa più nobile; 
attraverso l’imitazione, che è la cosa più semplice; 
e con l’esperienza, che è la cosa più amara di tutte".

(Confucio)


mercoledì 15 novembre 2017

Monet a Roma !!


 

Veramente bello! 
Una mostra dedicata alle opere di Monet, allestita nel complesso del Vittoriano che vale la pena di vedere. 

sabato 28 ottobre 2017

Quote of the day - Frase del giorno


The best way 
to make your dreams come true 
is to wake up.
Paul Valéry
Poeta

-°-°-

mercoledì 18 ottobre 2017

Difendersi è legittimo.... o no?

La legge sulla legittima difesa in Italia, formalmente garantisce che ci si possa difendere nel rispetto di vari principi tra cui quello di proporzionalità. Significa che ci si può difendere con reazioni proporzionali alle azioni dell'aggressore.
Formalmente non ci sono problemi ma nella pratica si nota la differenza.

Prendiamo il caso del ladro che ci entra in casa e ci vuole rubare le nostre cose, magari dopo averci rotto una porta o una finestra. 
Bene: questo criminale non lo possiamo ammazzare altrimenti eccediamo nella difesa legittima o addirittura veniamo accusati di omicidio volontario. In base al rapporto di proporzionalità, dopo che ci ha rotto una finestra e ci ha rubato dei gioielli, gli potremmo a nostra volta rubare il portafogli, oppure andare a casa sua e rompergli una finestra a nostra volta.

Purtroppo il rapporto di proporzionalità non ci permette nemmeno questo, perché in base ad altri principi commetteremmo dei reati a nostra volta, nel migliore dei casi saremmo ritenuti responsabili anche di esercizio arbitrario di un diritto che è quello a non essere derubato.
Non possiamo immobilizzare il ladro e chiamare la polizia perché si rischia di essere accusati di sequestro di persona, non lo possiamo picchiare perché ci potrebbe querelare per lesioni.
In ogni caso se trovi un ladro in casa, l'unica cosa che dovresti e potresti fare è preparargli un caffè e aspettare che se ne vada, altrimenti o si prendono le botte dal ladro o si prendono botte dalla giustizia.

L'argomento legittima difesa è solo uno di quelli in cui si nota il distacco tra la norma, la legge e la realtà dei fatt, la vita quotidiana. Gli ultimi casi come quello dell'avvocato di Latina che ha ucciso il ladro che gli stava rubando in casa sono casi chiari di come la necessità di respingere un'offesa alla propria famiglia, al proprio patrimonio, che è comunque una componente vitale e necessaria per un essere umano socialmente integrato, prescinde dal livello di educazione, e dalla conoscenza della legge.
Un avvocato che spara ad un ladro mentre scappa è un paradosso. Cade nello stesso errore che hanno fatto decine di persone che potrebbe aver difeso o nella stessa posizione in cui pone le stesse decine di persone quando difende un ladro o i familiari di un ladro morto che chiedono risarcimenti in sede civile.
Cosa significa?
Significa che difronte ad un pericolo così immediato, così invadente dell'intimità e che azzera la distanza minima di sopravvivenza tra individui, nessuno è in grado di valutare nei dettagli i dettami della legge e della giurisprudenza in tema di legittima difesa.

Quando i fatti sono poi accaduti, il ladro è morto e il furto è stato sventato così come è stato sventato il danno che sarebbe stato arrecato, arrivano nuovi problemi, come anni e anni di processi che abbattono il morale. Decaduto il morale e la speranza, peggiora la salute, si abbassano le difese immunitarie con aumento del rischio di infarto, ictus, malumore e famiglie devastate dalla paura della galera, delle spese legali, dell'impreedibilità dei processi; durante il processo non si afferma mai la realtà delle cose, si tende invece a far avvicinare la realtà processuale alla realtà delle cose e sempre con il "senno di poi", a posteriori; è qujndi difficile che la verità accettata in un processo corrisponda alla ricostruzione dei fatti reali.

La certezza è comunque che se spari ad un ladro a ragine o torto, ti aspettano sicuramente anni di processi e molte migliaia di euro di spese legali. 
In altre parole ti aspettano spese inaspettate che bruciano i risprmi di anni di vita e altri anni di vita di tribolazioni tra avvocati, familiari dei ladri che vogliono soldi e giudici che non hanno alcuna fretta.

Anni !! L'unica cosa che nessuno ti può restituire. Anni di tribolazioni che devi sottrarre dalla tua vita che, per quanto lunga, ha una aspettativa di una ottantina di unità, sempre se non ti ammali per quello che tuo malgrado ti sta capitando.

Nessuno tiene conto degli anni che sei costretto a buttare via per colpa di un ladro, nenache il tribunale che ti giudica per vedere se hai acceduto nella legittima difesa.

Ritrniamo alla norma: l'Art 52 del Codice Penale, scrimina, così si dice, il comportamento di commette un fatto, per proteggere un diritto proprio o di altri da un pericolo attuale di una offesa ingiusta. Il resto riguarda il rapporto di proporzionalità di cui abbiamo già parlato. 

Ironicamente, per qunte volte si possa leggere questo articolo, così come molti altri, qualsiasi cosa farai per difenderti, non coinciderà mai al cento per cento con la scriminante dell'Art. 52 del codice penale valutata in anni di processi a posteriori.

Sarebbe meglioavere meno "ma", meno "se" e meno "però" e affermare una volta per utte che rubare è un atto contrario alla legge e ai proncipi che ci fanno vivere e stare tutti insieme in quella che chiamiano società. 

Un principio semplice da applicare senza tanti "ma", "se" e "però", che sarebbe intuitivamente comprensibile a tutti, contadini, benzinai, pensionati e anche avvocati potrebbe semplicemente stabilire che: 

- Non si ruba, se ti ammazzano mentre rubi, sono cazzi tuoi.
- Se ti ammazzano mentre ti introduci non atteso o non invitato, a casa di qualcun altro  o dove ci sono le cose di qualcun altro, dove c'è la famiglia di qualcun altro, fosse anche solamente il cane di qualcun altro, sia che tu voglia rubare o che tu sia semplicemnete sonnambulo; che tu sia armato o meno; sono ancora una volta cazzi tuoi.
- se ti ammazzano mentre ti introduci o quando ti sei già introdotto nella proprietà di qualcun altro, le indagini sui fatti e su chi ti ha ammazzato si chiudono necessariamente entro un mese, non un giorno di più ed esclusivamnete per capire la dinamica dei fatti.

venerdì 29 settembre 2017

Viva la muerte !


Finalmente una cronaca imparziale!

Un percorso attraverso la guerra civile spagnola dal '36 al '39 senza prese di posizione e in parte attraverso la narrazione dei cronisti di allora, sempre tenendo presente che, come indegnamente succede anche nelle cronache di guerra odierne, ogni cronista riferiva al proprio governo edera soggetto ad una censura e ogni cronista a sua volta "teneva" per una o per l'altra parte in causa.

Il libro è sicuramente da leggere se si ha intenzione di capire gli eventi e di quel periodo ed è ricco di narrazioni di atti eroici sia da parte dei repubblicani che dei nazionalisti, spagnoli, italiani, tedeschi e di altri oltre 20 paesi del mondo che hanno combattuto in spagna per ragioni varie.
---------- 

Rimane da capire come si fa ad oggi a continuare ad intitorare vie a gente come Togliatti che per conto di Stalin è stato fautore di centinaia di morti tra le file franchiste e forse ancora di più tra le stesse file comuniste e anarchiche.

Altra valutazione da fare è sul perché la Guerra di Spagna, che è il preludio alla Seconda Guerra Mondiale, non si studi affatto a scuola; forse si teme di far sapere che tanti esimi italiani che oggi ricordiamo come eroi e che hanno fatto la storia politica del nostro paese, in Spagna hanno combattuto e si sono macchiati del sangue di altre persone tra cui molti italiani?

Sono solo riflessioni, anche sul fatto che la guerra civile spagnola è stato terreno di addestramento per le truppe italiane, tedesche e sovietiche, soprattutto per l'aeronautica, mentre altri paesi già allora inteferivano nel corso degli eventi con interventi esterni meno espliciti quali spionaggio, sabotaggio, ecc...

In conclusione ripeto che è bello leggere una cronaca imparziale e ricca di dettagli. Mi dispiace solo che non un testo del genere non faccia parte del bagaglio di ogni giovane studente italiano.
--------------------




In guerra mi facevano più impressione i vivi, che i morti. 

I morti mi sembravano dei recipienti usati e poi buttati via da qualcuno, li guardavo come se fossero bottiglie rotte. 
I vivi, invece, avevano questo terribile vuoto negli occhi: erano esseri umani che avevano guardato oltre la pazzia, e ora vivevano abbracciati alla morte.

Nicolai Lilin

(La citazione non riguarda direttamente la Guerra di Spagna ma è probabilmente significativa per i protagonisti di tutte le guerre, da quasiasiparte le si guardino)


lunedì 11 settembre 2017


IL MALE CHE GLI UOMINI FANNO SOPRAVVIVE LORO;
IL BENE E' SPESSO SEPOLTO CON LE LORO OSSA
Shakespeare 

martedì 5 settembre 2017

“Non potrete mai chiamare il vento, 
ma potete lasciare la finestra aperta.”

Bruce Lee

sabato 19 agosto 2017

Pablo Escobar

La storia del piu' grande trafficante di cocaina del mondo, raccontata da suo figlio, sopravvissuto alla vendetta dei nemici di suo padre e portatore di una pesante eredita' di discriminazione e estacoli legati al suo nome.

Una storia di dollari, lusso ma anche di fughe, paura, nascondigli; responsabilita' di massacri e guerre tra narcotrafficanti; governi e autorita' corrotte, pregiudizi  e ingiustizie.

Ancora una volta un esempio di come il bene e il male non siano separati da confini netti ma tendano a ritrovarsi uno nell'altro.

Sempre che si usi un punto di vista disinteressato nel riconoscerli...

Una considerazione viene comunque alla luce tirando le somme della lettura:

In nessun modo l'operato di Escobar puo' essere giustificato o viene giustificato dall'autore. E' pero' altrettanto vero che Pablo Escobar vendeva tonnellate e tonnellate di cocaina a trafficanti e spacciatori che la rivendevano a migliaia di viziosi idioti che ne facevano e ne fanno uso, rovinandosi la salute e consapevolmente finanziando il crimine organizzato.

Va anche detto che al pari di Escobar, e' difficile trovare giustificazioni al livello di corruzione e connivenza nelle attivita' illecite, da parte di istituzioni, autorita' e addirittura governi che non fanno altro che far prosperare traffici illeciti e criminalita'.


martedì 1 agosto 2017

La sindrome di Arcore

E' quasi sempre meglio "sentire due campane" oppure avere un secondo parere.
Dopo aver letto "My Way" ed esserne stato colpito, convinto anche dell'imparzialità dell'autore, poiché trattandosi di una biografia è necessaria una certa imparzialità e onestà intellettuale, ho comunque ritenuto opportuno vedere le cose da un altro puntodi vista.

Ho trovato questo libro, o sarebbe meglio dire che sono stato trovato da questo libro scritto da Giovanni Valentini, ex direttore di Repubblica, tra gli altri ruoli e incarichi di prestigio ricoperti durante una lunga e onorata carriera di giornalista e scrittore.

In quasto libro, breve ma a tratti noioso, più che parlare, si sparla di Berlusconi. L'autore mette in mostra tutte le critiche mosse al Presidente dallo stuolo di politici di sinistra che volevano vederlo per sempre fuori dalla politica e magari in prigione.

Affronta molti aspetti della vita dell'uomo Silvio Berlusconi, dell'imprenditore di successo e del leader politico. Tratta della carriera imprenditoriale, del rapporto con le donne, dei problemi con la giustizia, della politica estera ed interna; il tutto visto da una posizione chiaramente di sinistra.

Una retorica palesemente di parte che nonostante i tentativi di giustificare, spiegare e avvalorare le accuse mosse a Silvio Berlusconi, non fa altro che ripetere quello che abbiamo sentito per mesi e mesi sulla bocca di politici di sinistra, sulle pagine dei giornali di sinistra e.. sorpresa sorpresa, su molte trasmissioni televisive di tribuna politica; e per fortuna che la TV faceva gli interessi di Berlusconi!

Comunque sia, una volta definite le fonti dell'informazione contenuta, è un libro che si può leggere, tenendo presente che si tratta di un punto di vista non sempre suffragato da prove. Un punto di vista che può essere smentito da altre argomanetazioni di pari rango e suffragate da altrettanti riscontri. Un punto di vista politicamente orientato a sinistra.

sabato 29 luglio 2017

Migranti e pensioni...

Ecco di seguito alcuni link interessanti a conferma di quanto è già stato detto sul fenomeno migranti. Oramai si tratta di cronaca quotidiana.

Un autista di autobus è stato aggredito da un migrante che lo ha accoltellato. 
Lo stesso migrante ha tentato di colpire una pattuglia di Carabinieri intervenuta che gli ha dovuto sparare ad una gamba.
Nonostante tutto il migrante ha tentato di scappare in un bosco.

Tutto questo non è fantasia, è un brevissimo riassunto di quanto troverete nella cronaca di Siena del 29 luglio 2017, di cui segnaliamo alcuni link.

La Nazione.it
Corriere di Siena.it
Siena Free.it
OK Siena.it

----

Adesso venite a raccontarci che la risorsa clandestina e in attesa di espulsione voleva solo pagare la pensione dell'autista del bus...


mercoledì 26 luglio 2017

MY WAY !

La biografia del Prsidente Silvio Berlusconi è una lettura a dire poco illuminante. 

Nonostante i gelosi, i detrattori, i politici di sinistra, gli invidiosi italiani e stranieri, Silvio Berlusconi partendo da poco o niente, ha costruito un impero gigantesco, non solo in Italia ma in Europae nel mondo.
Un leader politico che è destinato a lasciare un'impronta notevole nei libri di storia; storia che già gli da ragione su molte vedute al tempo screditate e osteggiate in Italia e in Europa.

Un uomo che ha realizzato la sua visione delle cose in ambito imprenditoriale nonostante tutto e tutti e che probabilmente avrà ancora molto da dire.

Simpatico o antipatico che sia, Berlusconi ha fatto cose incredibili in molti campi. La sua biografia è una storia assolutamente avvincente e ricca di spunti per chiunque.

sabato 22 luglio 2017

MIGRANTI E PIL... ma mi faccia il piacere!

Negli ultimi giorni la TV al servizio della politica ci sta tempestando di servizi su quanto i migranti siano funzionali e utili alle risorse dell'INPS. 8 miliardi di Euro di contributi incassati dal lavoro di extracomunitari a fronte di 3 miliardi di servizi erogati a loro favore. 

Che significa? Per la televisione di stato significa che la politica migratoria selvaggia di questo momento ha dei risvolti positivi, infatti nei servizi successivi si parla dei successi conseguiti dei fautori di questa invasione, dei successi di tutto lo stuolo di comunisti che hanno aperto le frontiere del nostro Paese, come se veramente avessero fatto il bene del Paese alla faccia di tutti i paesi europei.

Bene... il gregge di pakistani, siriani, marocchini, tunisini e nigeriani che arriva nel nostro Paese clandestinamente non c'entra niente con le entrate dell'INPS.
Gli extracomunitari che ad oggi hanno trovato un lavoro e che pagano le tasse, sono stranieri assunti quando la legge Bossi-Fini funzionava, o almeno ci provava; sono persone assunte mediante il decreto flussi, in base al quale venivano stabilite aliquote di migranti per i quali il lavoro già c'era.
Anche quella norma aveva dei difetti, infatti la maggior parte degli extracomunitari che godevano del decreto flussi non si trovava nel proprio paese di origine, ma era già clandestina in Italia.

Ad ogni modo veniva offerta una possibilità di regolarizzazione a una parte di questi clandestini, la cui opera lavorativa era in gran parte già verificata dal datore di lavoro che li stava facendo lavorare in nero, o che al massimo assumeva un parente o un amico fidato di qualche straniero già conosciuto.
Questo significa che già prima che iniziasse l'invasione facilitata dagli ultimi governi di sinistra, si stentava a controllare il fenomeno dell'immigrazione clandestina, vi si poneva comunque un rimedio parziale e postumo.

Attualmente i clandestini che arrivano in Italia a frotte, sono così tanti che nessuno riesce veramente a contarli. Provengono da luoghi così desolati e così remoti che a mala pena sanno scrivere il loro nome. Nessuno di loro conosce la cultura, le tradizioni, gli usi e costumi italiani e pochi hanno intenzione di imparare qualche cosa.
Arrivano però abbondantemente indottrinati sui propri diritti e forti del loro sedicente status di rifugiati, da pretendere e non chiedere di essere aiutati, sfamati e remunerati, in cambio di niente.

Ci troviamo così con uno stuolo di mendicanti nigeriani che ad oggi sono almeno uno per ogni negozio o supermercato presente sul territorio nazionale. Tutti con un bicchiere di plastica in mano ad aspettare una moneta senza fare niente dalla mattina alla sera.

Fino a pochi anni fa, mendicare davanti ai negozi era un business degli zingari che nel frattempo se potevano si prendevano tutto il portafogli, oggi gli zingari sono stati soppiantati da nigeriani.

I senegalesi vendono cianfrusaglie in spiaggia. Mentre fino a qualche anno fa erano pochi, adesso sono una coda continua su tutte le spiagge, i pakistani si danno ad ogni tipo di attività e vivono con il minimo indispensabile in 20 dentro lo stesso appartamento, niente tasse, niente contratti di affitto, spesso vittime di qualche criminale che per pochi soldi, esentasse, ne sfrutta la manodopera.

I tunisini in gran parte spacciano droga in concorrenza con i marocchini. Inizialmente alcuni avrebbero anche propositi più onesti, di lavoro di una vita pacata, poi questi propositi si dissolvono davanti all'impossibilità e alla poca volontà di integrarsi.
Nessuno che parli italiano, i nigeriani parlano solo quell'inglese africano con poche parole semplici e poca grammatica, altri un po' di francese, la maggior parte un arabo che spesso cambia in base alla provenienza geografica.

Non venite adesso a portare l'esempio dell'unico migrante nigeriano o pakistano che parla correttamente  inglese, italiano ed è laureato ad Oxford, perché nella marea di extracomunitari che arrivano in Italia clandestinamente, uno buono lo troviamo sicuramente.
 Anche volendo, che tipo di lavoro potrebbe essere offerto a questa gente? E se questo lavoro si trovasse, siamo sicuri che lo vorrebbero fare o continuerebbero a preferire starsene con le mani in mano davanti alla porta di un supermercato? Tanto alla fine della giornata il guadagno è lo stesso e vitto e alloggio sono garantiti gratuitamente dai contribuenti.

Ad oggi non ho alcuna notizia di alcun migrante nigeriano assunto da un mostro parlamentare come giardiniere nelle loro tenute o come cameriere per i loro lauti banchetti; eppure sono loro a farli arrivare, a meno di G8 e summit internazionali, perché in queste occasioni si riesce anche ad arginare il fenomeno dei migranti.

Qui non si tratta delle casse dell'INPS, le orde di migranti di questo periodo non pagano un soldo alle casse della previdenza, ci costano solo 35 Euro al giorno se maggiorenni e di più so sono minorenni.

Viviamo in un paese a rischio idro-geologico altissimo e con tutti questi "nulla facenti a scrocco" non riusciamo a trovare una forma di lavoro regolare per fargli ripulire gli alvei dei fiumi o tagliare un filo d'erba.

In Italia ci sono musei chiusi perché manca il personale, siti archeologici chiusi per le stesse ragioni, servirebbero volontari per ogni tipo di servizio, incluso l'anti incendio, visto che ultimamente brucia tutto il Paese. Eppure teniamo migliaia di persone a carico del sistema senza fargli fare niente.

Visto che tutta questa gente ce l'abbiamo già e che li manteniamo, responsabilizziamoli e facciamogli guadagnare i 35 Euro al giorno che ci costano. Farebbe comodo all'efficienza dei servizi nazionali e servirebbe a loro per capire come si sta al mondo in Italia, che ci sono oneri e onori, diritti e doveri, dare e avere.

Spieghiamo a queste persone che la vita non è assistenzialismo gratuito ma guadagno attraverso il lavoro. Così diventerebbero anche funzionali alla società, alle casse dell'INPS e alle pensioni di chi vive con 400 al mese dopo una vita di lavoro.

Alcuni link... solo alcuni:

martedì 11 luglio 2017

The Blues Brothers

Ci sono sicuramente dei film che, come avviene per i libri, rimango nella memoria collettiva;
The Blues Brothers è probabilmente uno di questi film e il pezzo che segue è veramente mitico !


-°-°-°-°-

venerdì 30 giugno 2017

Tutta colpa di Conan Doyle....

Proprio così, per me appassionato di super eroi, è difficile stabilire chi tra loro sia il migliore. 
Ancora più difficile è dire chi tra loro vorrei essere. 
Quante volte da bambini abbiamo sognato di essere Superman e volare a mille all'ora, oppure Batman e guidare la batmobile?

Il super eroe per definizione è un buono o almeno sta dalla parte dei buoni, protegge i deboli a si fa portatore di tutte le "cause buone" oltre che garante di una giustizia totale.
Nessuno da bambino voleva essere il Pinguino, nemico di Batman o qualche mostro che lottava con i Fantastici Quattro, eravamo sempre tutti dalla parte dei buoni.
Beh... a pensarci oggi, chi veramente vorrei essere veramente tra tutti i super eroi?

Pensiamo a Superman, il paladino di Metropolis. Superman è indistruttibile, viene da un altro mondo e sulla terra i suoi superpoteri sono esaltati all'ennesima potenza, criptonite a parte; però gli gli manca qualche cosa. Che cosa? Sarà la pettinatura fuori moda, sarà quel costume attillato, non saprei ma in superman non mi ci vedo proprio, se non altro per il fatto di saper volare.

Forse Batman? Anche lui ha avuto la sua evoluzione dai cartoni animati dove non uccideva mai nessuno, ai film moderni dove invece ci va giù pesante; poi il Joker del Cavaliere Oscuro lo batte alla grande in quanto a carisma e, se pur dalla parte del torto, ha anche lui delle motivazioni forti che lo spingono a fare del male. Batman no, non mi ci vedo.

Forse Spiderman? No nemmeno lui, eppure è forte. Uno forte davvero potrebbe essere Hulk: la presenza del gigante, la forza, la rabbia più incredibile e la fortuna di essere indistruttibile; va beh ma Hulk quando si trasforma agisce più d'istinto che in base alla ragione, quindi no, nemmeno lui.

Ironman ha un certo fascino. Un genio miliardario, un'armatura impenetrabile, vola come un missile ed ha capacità di discernimento tra bene e male. Ironman potrebbe andare ma non è il massimo, ci manca sempre qualche cosa.

Ci sarebbe Capitan America, lo scudo è bello, ma è un po' troppo "stars and stipes" ... per così dire, anche lui troppo inquadrato, troppo militare.

Tra molti, a poter scegliere mi potrebbe piaceere Wolverine. Immortale, con artigli micidiali, attraversa il tempo senza invecchiare, ma non ha esattamente lo scopo di salvare il mondo; quindi niente... anche Wolverine non farebbe per me.

Alla fine quale supereroe vorrei veramente, ma veramente essere?
Dopo lunga riflessione direi di averlo trovato. Il vero super... ma proprio super eroe, è senza dubbio Sherlock Holmes.

Dall'anno della pubblicazione del primo racconto di Sherlock Homes, da parte di Sir Arthur Conan Doyle nel 1887, Sherlock Holmes ha risolto un'infinità di casi e fatto arrestare un mare di criminali.

A differenza dei supereroi dei fumetti, Sherlock Holmes non veste abiti colorati, non è immortale, non vola e vive in un periodo non molto avanzato in fatto di tecnologia. Siamo, se non vado errato verso la fine della prima rivoluzione industriale inglese, ci sono macchine a vapore che muovono le fabbriche, ma la carrozza va ancora per la maggiore, altro che batmobile!

Sherlock Holmes ha un dono, il dono dell'osservazione e un cervello che ha fame di informazioni e di ragionamento che, unito all'osservazione di dettagli per altri irrilevanti, lo porta a deduzioni sorprendenti, quasi magiche, ma spiegabili su basi logiche,scientifiche e realiste.

Può sorgere il dubbio sull'opportunità di inserire Sherlock Holmes nella cerchia dei super eroi non avendo un martello come Thor, un'armatura come Ironman o un mantello alla Superman; a mio modo di vedere Sherlock Holmes, anche senza artigli o ragnatele, va inserito tra i super eroi perché ha un cervello sopraffino e una capacità di osservazione micidiale, doni sicuramente dispensati da Nostro Signore a tutto il genere umano, ma nei fatti poco sviluppati dai rispettivi detentori.

Sherlock è un investigatore più che per diletto, per propria necessità. La necessità di cimentarsi in una sfida, in un ragionamento, in qualche cosa di difficile che necessiti di usare il cervello. Sherlock Holmes odia la motonia, anzi la monotonia per lui è peggio della morte, infatti quando non ha stimoli ricorre anche alla droga passando giorni di semi incoscenza su un divano, pur di non cadere nella monotonia e nella noia.

Droga a parte, essere Sherlock Holmes sarebbe veramente ottimo. Capire chi hai davanti guardandogli le scarpe o il colletto della camicia, capire chi ha ucciso chi osservando la porta d'ingresso e un muro tappezzato di carta da parati. Sherlock Holmes è veramente fantastico. Tra l'altro è più semplice fantasticare sull'essere Sherlock Holmes che è un essere umano, rispetto a Superman che viene da Cripton.

C'é un problema però: pensare di poter raggiungere la capacità di osservazione e la capacita di deduzione di Sherlock Holmes è tutt'altro che facile. Per quanto cerchi di prenderlo a modello e cercare di comprendere osservando e facendo le mie deduzioni, capita di ritrovarmi a fare scelte sbagliate, al contrario, sulla base dei dati a disposizione, osservati e analizzati, giustificavano le scelte fatte.

A posteriori poi, tutti diventano Sherlock Holmes, una volta che uno ha sbagliato si riesce a capire anche il motivo dell'errore. Errore che mai avrebbe fatto il vero Sherlock.

E' quindi colpa di Conan Doyle.... che ha creato un super eroe umano il cui super potere occulto sta nei sensi e nella mente, un potere che virtualmente potremmo anche avere tutti nella realtà, ma che a guardarci bene intorno, non sembra così diffuso.

Detto questo, se potessi veramente scegliere di diventare un super eroe, vorrei senza dubbio diventare uno come Sherlock Holmes. Per adesso, per quanto mi sforzi non sempre riesco ad osservare quanto mi basta per fare delle deduzioni certe in maniera assoluta, rimane sempre un margine di errore, ritrovandomi nei panni di un essere umano imperfetto, ben lontano dall'essere un super eroe.

giovedì 29 giugno 2017

Quote of the day - Frase del giorno

Più rigoroso è lo Stato, più libero è l'individuo. 

In uno Stato senza governo l'individuo è indifeso e non libero.

In una democrazia i diritti vostri e miei trovano un limite nei diritti di altri cittadini.

E' nel riconoscimento di questa semplice, elementare verità che si basa la legge, 

la legge condivisa e rispettata da tutti.

Putin

mercoledì 28 giugno 2017

Servizio pubblico e RAI

Come fa la RAI a reppresentare il servizio pubblico di informazione? Come fa a definirsi tale? 
Si tratta di reti pubbliche, che appartengono allo Stato ma di fatto sembrano proprio nelle mani di alcuni partiti politici che ne utilizzano i servizi a piacimento, per i propri scopi politici e dove l'unico contributo dell'utente è quello di pagare un canone.

La politica riforma le pensioni tagliando quelle minime e la RAI lo fa sembrare un passo necessario, l'Europa ci impone regole che distruggono la nostra tradizione alimentare, la nostra produzione agricola e la RAI ci convince che così facendo sarà tutto migliore; ci convince che i migranti che ci assalgono sono in fuga dalla guerra ma non ci dice da quale guerra e soprattutto non ci dice che dietro ai migranti, c'è un business per pochi approfittatori; 

Soprattutto, la RAI non ci dice chi sono questi approfittatori. Non passa notizie politiche quando il Parlamento ritocca al rialzo le pensioni dei politici, non ci dice chi guadagna sul fenomeno dei migranti, non ci dice che le guerre che appoggiamo come membri di Europa e NATO e come amici degli Stati Uniti, hanno fatto solo danni irreparabili e nulla di buono. Non ci dice neanche che Gheddafi è stato assassinato e in Libia attualmente ci fidiamo di una leadership che non controlla il territorio. 

La RAI ci propina stupidi programmi di intrattenimento che non servono ad atro che ad intrattenere un parte di popolo di classe media semi ignorante. Trasmissioni dai dubbi contenuti che dispensano centinaia di migliaia di euro per aprire un pacco a caso o rispondere a qualche domanda di gossip, trasmissioni che in molti accusano di brogli, di trucchi, di essere pilotate.

L'informazione politica della RAI riguarda oramai solo il PD. Per gli italiani che guardano la RAI, la politica italiana è dettata solo dal PD. Si parla di primarie PD, di correnti interne al PD, di reati commessi da parlamentari del PD, PD, PD, solo PD.

Le notizie dall'estero poi... non c'è pià nessun giornalista RAI che porti una notizia di prima mano dall'estero. Il punto di vista imposto dalla RAI deve essere quello occidentale, standard, senza sorprese o particolari approfondimenti che possano scalfire la certezza, che noi italiani e i nostri alleati siamo sempre dalla parte del giusto. Il minimo indispensabile da copiare da qualsiasi altra emittente, che sia inglese, americana o tedesca, purché allineata con il sistema occidentale.

Ci impongono un canone ma ci fanno vedere pià pubblicità che sui canali privati. Con tutti i soldi che il popolo italiano paga per il canone RAI ogni anno, la RAI dovrebbe veramente essere pubblica, invece rimane nelle mani della politica e di amministratori che, alla faccia di chi paga il canone pur stentando ad arrivare a fine mese, si premette di assoldare Fabio Fazio per 11,5 milioni di euro, il presentatore  più pagato d'europa, per di più chiaramente schierato a sinistra.

Non solo, in attesa di elezioni, che prima o poi andranno fatte, la RAI ha riabilitato un altro personaggio palesemente schierato a sinistra, Michele Santoro, il giornalista più adatto a perorare pubblicamente le cause della sinistra e soprattutto adatto a gettare gratuitamente fango sulla destra e su Berlusconi. 

Diciamoci la verità: anche voi comunisti irriducibili che siete diventati rossi come il fuoco dopo l'8 settembre ma eravate tutti neri come la notte quando le cose andavano bene; anche voi, volta gabbana ipocriti che continuate a votare più a sinistra possibile perché lo avete sempre fatto, senza vedere quanto vi costa; e voi approfittatori, arrivisti senza scrupoli e senza alcuna percezione del prossimo se non come un ostacolo, voi che per un posto pubblivo promesso o un favore personale, continuate a votare a sinistra; aprite gli occhi.

La verità è che siamo un popolo di pupazzi non pensanti, nelle mani di un Grande Fratello ancora più subdolo di quello descritto da Orwel. Un mare di persone imbrigliate in una finta realtà che ci viene messa davanti agli occhi come nel film Matrix. Un Grande Fratello che attraverso il servizio pubblico RAI, dispensa consenso e impone uno standard funzionale alla casta politica di questo paese. 

Il controllo sociale e il consenso, in Italia viene esercitato e creato non con l'uso della forza ma viene garantito dal lavaggio del cervello collettivo operato dal così detto "servizio pubblico".

Questo è il servizio pubblico RAI che per favorire la politica, non riesce neanche più a farvi vedere le tanto anelate partite di calcio della domenica.
---

E' ovvio infine che, tutto questo è semplice frutto della mia fantasia e quanto in realtà accade sia al contrario legale, etico, morale e soprattutto... normale.... se lo dice la RAI....

venerdì 16 giugno 2017

Pronti a svanire

Finalmente dopo tanto tempo passato a studiare cose che non mi interessavano ma che dovevo sapere, ho trovato un libro che mi piace e che non ho letto per puro piacere.

"Pronti a svanire" è un triller che si legge tutto d'un fiato. Una storia articolata ambientata tra Macau e Hong Kong, tra criminalità e tattiche para militari, tra pietre preziose e super dollars.

Una storia di fantasia ma molto reale, che rapisce il lettore. Una vera boccata d'aria fresca.
Un bel libro!

domenica 4 giugno 2017

La barzelletta del terrore islamico, psicosi collettiva e ipocrisia...

Mentre la Juve prendeva quattro "pappine" dal Real Madrid nella finale di Champions, si registravano altri due eventi che ovviamnete passano in secondo piano rispetto alla partita, per diventare interessanti solo dopo che milioni di spettatori hanno soddisfatto la sete di sport.

Uno di questi eventi è grave, ovvero l'ennesimo attentato a Londra con sei morti e 48 feriti, oltre a tre terroristi islamici uccisi.Si tratta dell'ennesimo episodio dove un maledetto (in questo caso tre), ha investito persone e ne ha accoltellate altre, credendo di compiere la volontà di un improbabile dio inteso in maniera distorta.

Non vogliamo entrare nei particolari dell'attacco che non conosciamo se non dalla televisione, sembra comunque ovvio che, se Trump continua a vendere armi alle fazioni sunnite salafite, identificando il nemico con gli stati sciiti, non possiamo nenache sperare di sconfiggere l'ISIS.

Ma questo riguarda la stupidità della politica internazionale e la limitata e povera visione delle cose che caratterizza l'occidente oramai da decenni, anche se il senno lo abbiamo perso con l'avvento della Comunità Europea, con la tendenza di inquadrare la NATO come il sistema di difesa dell'Unione anche se egemonizzato dall'America e con le grasse risate che si fanno i politicanti di Bruxelles su quasiasi argomento debbano affrontare.

Certe volte mi domando ma che c...o avrenno da ridere? Ora un motivo l'ho trovato:
il fatto di Torino di ieri sera, durante l'evento sportivo più importante del mondo, la Finale di Champions.

Ripetiamo che a Londra c'è stato un attentato di matrice islamica, con 6 morti e 48 feriti.

A Torino invece, c'è stato un rumore, sembra la caduta di un'inferiata, secondo altri potrebbe essersi trattato di un petardo. Non c'è stato nessun attentato dell'ISIS e nonostate tutto, ci sono 1400 feriti. 1400, millequattrocento...!! Di cui sembra 7 gravi tra cui un babino... tutte persone che si sono calpestate a vicenda per scappare da niente. Ma poi... per scappare dove? Abbandonando zaini, giacche, addirittura scarpe! correndo all'impazzata... per andare dove?

E poi ci domandiamo perché l'ISIS non ha ancora compito in Italia...In Italia l'ISIS ha già vinto senza combattere... facciamo entrare migliaia di migranti che scappano da guerre inesistenti o nella migliore delle ipotesi da guerre fomentate sempre dal solito amico americano. Li facciamo entrare in Italia sotto la bandiera di diritti umani puntualmente disattesi nei riguardi di molti connazionali, Addirittura andiamo a prenderli, i migranti, quasi a casa loro perché ognno di loro vale 35 Euro al giorno e poi, ad un tratto la paura latente di poter essere vittime di un attentato e i nervi a fior di pelle esplodono in una psicosi collettiva come quella di ieri sera a Torino.

Ricapitoliamo: a Londra in un attentato vero sono morte 6 persone e 48 sono state ferite.... e a londra gli attentatori c'erano da vero e sono stati uccisi dalla polizia.

A Torino per la caduta di una inferiata che ha fatto rumore (oppure un per un petardo scoppiato da qualche idiota) ci sono stati oltre 1400 feriti, di cui 7 gravi.... facce affrante, impaurite, lascime... ma nel peggiore dei casi, chi non è stato calpestato si è ferito con i cocci di qualche bottiglia di birra che non doveva entrare in piazza perché vietata.

Ma "dove vogliamo andare"? Le immagini dei telegiornali sono chiare, chi ha iniziato a scappare nella folla scappava perché già scappava il tizio di fianco. Tutti scappavano ma nessuno sapeva da cosa. E poi, ma dove andavano? Scappavano sì... ma verso dove?

E' altrettanto chiaro l'effetto "branco di pecore", dove la massa si muove per imitazione, per istitnto, per non motivata paura, dove nessuno pensa più al prossimo, sia esso un bambino, un invalido, una donna... un fuggi fuggi generale scatenato dalla paura immotivata per un "buuhh!" capace di inibile ogni forma di intelligenza umana a favore dell'istinto animale che prende il sopravvento.

L'ISIS ha vinto perché è riuscito ad incutere così tanta paura latente che basta un "niente" fatto da "nessuno" per provocare oltre 1400 feriti durante un "partita di pallone", per far cessare qualsiasi iniziativa dettata dalla ragione, qualsiasi senso di appartenenza, amicizia, conoscenza, altruismo nei confronyi del prossimo e scatenare un fuggi fuggi generale, così devastante da fare più danni di un attentato vero e proprio.

Tutto questo è evidente, è un dato di fatto, il resto sono scuse e ipocrisia dilagante.