Ci siamo seduti dalla parte del torto perché dalla parte della ragione i posti erano già tutti occupati - (B. Brecht)
"Qui passo gli anni, abbandonato, oscuro, senz'amor, senza vita; ed aspro a forza tra lo stuol de' malevoli divengo: qui di pietà mi spoglio e di virtudi, e sprezzator degli uomini divengo..." (G. Leopardi)
Peccato per la Juventus ma il gol di Ronaldo nella partita di andata dei quarti di finale di Champions League 2018, è destinato a rimanere negli annali del "calcio spettacolo".
Trentatre anni e ha preso una palla in rovesciata a due metri e quaranta di altezza.
... ieri sera la Nazionale di calcio ha rimediato l'ennesima figura di m...a della sua storia recente, pareggiando 2 a 2 con la Bulgaria, in una partita valida per la qualificazione all'europeo del 2016.
O meglio... la Bulgaria ha giocato una partita... al meglio delle sue possibilità, considerando che i loro giocatori più quotati giocano nella nostra serie B.
l'Italia invece con il portiere del Paris Saint Germain, la difesa della Juventus al gran completo e l'attaccante del Borussia Dortmund, sembrava un gruppo di pellegrini smarriti nel mezzo al campo.
A tratti, per pochi minuti, forse una decina dei 94 minuti giocati, hanno fatto vedere belle azioni e un bel gioco, a dimostrazione che se vogliono sanno giocare.... per il resto sembrava di guardare la partita dell'oratorio.
Diciamoci la verità... l'Italia la puoi fare allenare da chi ti pare ma questi giocatori non hanno proprio voglia di correre dietro a un pallone. Soprattutto questi giocatori non hanno la minima intenzione di giocare per far divertire il pubblico che segue la Nazionale di calcio. Mai una gioia, mai una partita dominata dall'inizio alla fine senza problemi.... questi si limitano a fare il compitino al minimo dello sforzo.
Ricordate la polemica nata perché nessun giocatore cantava l'inno nazionale?
Bene, l'inno adesso l'hanno imparato tutti, ora sarebbe il momento di motivarli a correre e a giocare non solo per stipendi miliardari ma anche per dar divertire il pubblico della Nazionale (tutta l'Italia) ed evitare figure di m...a a livello mondiale, come ieri sera.
Ma che bella partita si è disputata ieri tra Serbia e Albania !!
Più che una partita di calcio è diventata una partita di calci... e pugni.
Si trattava della partita di andata tra le due nazionali per la qualificazione all'Europeo di Calcio.
Paradossalmente entrambi gli Stati giocano anche partite separate per l'ingresso in Europa; l'Europa della Comunità; quella dove si vive tutti insieme e si fanno grasse risate, affermando che il processo di ammissione di Serbia e Albania è quanto mai imminente e la questione Kosovo sta facendo passi da gigante, verso una soluzione condivisa.
Bene. a smentire questa marea di dichiarazioni e belle aspettative, ci ha pensato niente di meno che una partita di calcio e l'eco che ha avuto.
Una bandiera appesa ad un drone che tra l'altro costa svariate migliaia di euro (il drone, non la bandiera) e richiede una certa abilità per essere manovrato propriamente.
Così tanta abilità che si potrebbe pensare ad un volo già programmato da tempo. Non solo per come volava il drone, anche per la bandiera, che qualcuno avrà pur preparata.
Intanto nella bandiera non c'era disegnato il Kosovo o l'Albania. La bandiera mostrava la così detta Grande Albania, con Albania appunto, un buona parte di Montenegro, il Kosovo, una bella parte della Macedonia o FYROM e anche un pezzetto di Grecia.
Rappresenta uno stato che non è mai esistito, se non per un breve periodo durante la Seconda Guerra Mondiale ad opera del fascismo.
Si tratta quindi di una provocazione, Ancora più grave se è stato, come si dice, il fratello del Primo Ministro albanese a inscenarla.
La partita si giocava nello stadio del Partizan, a Belgrado. Anche li come in Italia, c'è una forte influenza di ideologie politiche e nazionalismo che si mescolano allo sport.
La presenza del tifoso/nazionalista Ivan il Terribile era una certezza, non una sorpresa come appare dai TG.
Far volare quella bandiera sopra il campo durante la partita, è più di una provocazione da idioti. Si tratta della volontà di voler provocare ciò che è successo.
Che poi in TV si vedano i tifosi serbi che partecipano ai tafferugli è normale, visto che di tifosi albanesi non ce n'erano. Tra l'altro se i giocatori albanesi non fossero andati con tanta veemenza, ad impadronirsi di quella bandiera staccata dal drone, forse non sarebbe successo nulla.
Non si tratta della bandiera albanese né di nessuno Stato!! E' una bandiera che non rappresenta nulla, se non la volontà di creare problemi !! Rappresenta solo la scusa per provocare ciò che in effetti è accaduto.
Attenzione quindi. Perché il torto o la ragione, come al solito non stanno da una sola parte... L'evento della partita di calcio tra Serbia e Albania, è l'ennesima dimostrazione che siamo ben lontani dall'andare tutti d'amore e d'accordo.
Tra l'altro in Italia, in concomitanza delle partite di calcio, succede anche di peggio.
Complimenti a questo gruppo di pellegrini a cui abbiamo pagato le vacanze in Brasile e che chiamiamo "La Nazionale di Calcio".
Complimenti per la ricca figura di merda che hanno fatto davanti agli spettatori di tutto il mondo.
E' vero che non si puo' sempre vincere, ma almeno si potrebbe provare a giocare. I nostri così detti giocatori non corrono nemmeno.
Le partite piu' brutte sono state solo le nostre. Se questi sono i giocatori migliori che abbiamo, allora sarebbe meglio smettere e iniziare a giocare a "curling".
Ma poi... quanto costa alla comunità dei contribuenti la Nazionale di Calcio? Di sicuro non li mandiamo in Brasile gratis.
E una volta in Brasile?... Niente, neppure una "corsetta" dietro al pallone. Fermi in campo a valorizzare avversari che non fanno paura a nessuno.
In tutto il mondiale, la nostra Nazionale di Calcio ha giocato solo gli ultimi 5 minuti dell'ultima partita che hanno disputato.
Solo gli ultimi 5 minuti perché dopo il goal dell'Uruguay hanno fiutato tutti, l'ennesima figura di merda in mondo visione e davanti a gente che è addirittura andata in Brasile per vederli giocare.
Complimenti a tutti. Complimenti alla FIGC per tutti i soldi buttati via, all'allenatore per aver selezionato un gruppo di giocatori la metà dei quali si sono infortunati, e a tutti i pellegrini che hanno passeggiato in campo durante questo breve, brevissimo mondiale di calcio.
Si è appena conclusa la partita valevole per l'assegnazione della Supercoppa Italiana tra Juventus, Campione d'Italia e il Napoli, vincitrice della Coppa Italia.
Il match si è disputato a Pechino e alla fine di una combattuta partita, terminata ai supplementari, la Juventus si è aggiudicata il trofeo, primo della stagione,
con il punteggio per 4 a 2.
Ad averlo saputo ieri potevamo anche scommettere...
Complimenti e congratulazioni a Usain Bolt, il più grande atleta dei nostri tempi.
Non solo la tecnica e la grande forza fisica, Bolt è un ragazzo che vince e si diverte.
Molti atleti soffrono la pressione mediatica che precede il compimento di imprese come quelle di Bolt, non solo nell'atletica ma anche nel calcio e in altri sport.
Per Bolt la corsa sembra ancora avere il significato originale del "gioco" e del divertimento, distante da pressioni esterne o da paure di non soddisfare le aspettative.
Per Bolt, i "Giochi Olimpici" sono quello che sono... "un gioco", che si conclude con le tanto criticate espressioni giocose e di gioia, di un ragazzo che si diverte a fare ciò che spontaneamente gli riesce meglio... "correre come il vento"...
Bene, un altro "salto" dopo 6 anni, la stessa identica emozione che si ripete ma con quel briciolo di consapevolezza in più non essendo la prima volta.
Lanciarsi col paracadute o non lanciarsi e stare in aereo costituisce una scelta, una scelta dove non ci sono né forzature, né mediazioni.
E' una scelta completamente libera da vincoli, dentro o fuori, nessuno te ne chiede conto e nessuno ti obbliga a fare o non fare.
In quel momento ci sei solo tu. Lancio fantastico!
Con la vittoria di oggi sul Cagliari e le quattro "pappine" rimediate dal Milan nel derby con l'Inter... La Juventus si è laureata Campione d'Italia ancora una volta e con una giornata di anticipo sulla fine del campionato.
Si tratta senza dubbio di una bella rivincita dopo le batoste di "calciopoli" e il discredito mediatico caduto sulla società.
Ha fatto scalpore l'episodio ripreso da tutte le televisioni avvenuto durante la partita di calcio tra Fiorentina e Novara del 2 Maggio 2012, finita 2 a 2.
Il giocatore della Fiorentina Adem Liajic, classe 1991, avrebbe preso un ceffone da Delio Rossi, oramai ex allenatore della Fiorentina perché, dopo essere stato sostituito dall'allenatore, si è permesso di insultare pesantemente l'allenatore stesso, imitando esempi di altri prima di lui, ma mettendoci del suo insultando la famiglia dell'allenatore.
Quello che immediatamente è stato riferito da tutti i giornali e telegiornali è che Delio Rossi avrebbe perso le staffe e si sarebbe lasciato andare ad un triste spettacolo colpendo il "povero ragazzo" senza alcuna pietà, fermato solo dagli altri occupanti della panchina viola.
La solita "informazione"... niente di diverso dal solito. La solita moda di spacciare gossip per notizia.
Cosa è successo in realtà? In realtà è successo che un uomo, un professionista onesto e con molta esperienza come Delio Rossi, durante il suo lavoro di allenatore, è stato offeso da un ragazzino che, dopo essere stato giustamente sostituito durante una partita di calcio, si è permesso di offendere non Delio Rossi, ma la sua famiglia.
Questo è assolutamente inaccettabile. Un ragazzino di venti anni, pagato fior di quattrini per dare calci ad un pallone, non può permettersi di offendere nessuno. Dovrebbe comportarsi da professionista e mostrare di essere responsabile. Non solo, dovrebbe anche correre come razzo e vincere quelle partite che garantirebbero la salvezza alla Fiorentina, anziché lasciarsi andare a proteste che non fanno bene né alla classifica, né alla squadra, ma fanno solo la fortuna di qualche giornalista di gossip.
Se ha veramente preso uno schiaffo dal suo allenatore è esattamente ciò che si merita per quello che ha fatto. Anzi, forse uno schiaffo solo è pure troppo poco. Prima di giocare bene a pallone, un ragazzino dovrebbe imparare ad essere educato e a comportarsi da professionista.
In altri tempi uno schiaffo al momento giusto avrebbe trasformato un piccolo teppista ribelle dalle buone potenzialità in un vero campione. Oggi lo schiaffo serve solo a trasformare il giovane giocatore in un fenomeno mediatico da sfruttare per vendere i giornali e in una vittima di chi sa quale crimine.
Liajic si è comportato male. Dimostra di avere un caratteraccio che non si addice ad un giocatore della sua età. Dovrebbe, caso mai correre di più e allo stesso tempo essere più rispettoso verso chi ha più anni di lui e svolge professionalmente il suo compito di allenatore.
Se la squadra fosse la mia, un giocatore con il carattere di Liajic non lo vorrei neppure se avesse i piedi di Maradona (che tra l'altro sembra non avere). Mi auguro per lui che possa imparare la lezione e imparare a comportarsi più professionalmente, in modo che il suo cattivo esempio non trascini altri giovani calciatori in situazioni analoghe.
Un Siena sprecone per tutta la partita contro un'Atalanta che per adesso sembra essere tra le squadre migliori del campionato se non fosse per i 6 punti di penalità iniziali.
Migliore in campo il portiere dell'Atalanta. Il risultato di 2 a 2 è alla fine dei conti il risultato più giusto.
Nell'anticipo di campionato di sabato 1 Ottobre 2011... udite udite... l'Inter ha preso tre PAPPINE dal Napoli !!! Incredibile ma vero...
Bene l'arbitro. Quando si perde 3 a 0, in casa, non si può certo dare la colpa all'arbitro !!!
Lo sfavillante Napoli contribuisce a rendere il Campionato di Serie A un po' più interessante di quelli passati la cui vittoria era una cosa ristretta a poche squadre e sempre le stesse da anni.
Ebbene si, dopo mesi di inattività, a parte qualche calcio al pallone, oggi mi sono iscritto alla Gara Podistica UISP di Travale in provincia di Grosseto. Circa 10 Chilometri di corsa per le colline della Maremma Toscana.
A dire il vero anche qualche bella salita ma un bellissimo panorama.
L'obbiettivo non era quello di vincere o piazzarsi con i primi (ovviamente), ma era di arrivare al traguardo per avere un riscontro sullo stato di forma. Il riscontro c'è stato, 58 minuti contro 33 minuti dell'atleta che ha vinto. In pratica una "disfatta agonistica", ma almeno sono arrivato alla fine in condizioni accettabili e neanche ultimo :-).
Dopo la gara, cena tra amici nella piazza del paese, bella compagnia e ottima cucina toscana che mi ha fatto dimenticare il "mal di gambe".
Ho iniziato a giocare a calcio quando ero piccolo, se mi ricordo bene avevo 9 anni e ho giocato fino a quando sono partito per il servizio di leva.
I risultati sono sempre stati scarsi a parte qualche bel campionato e qualche bel torneo. Mi sono abituato a perdere e a gioire delle poche vittorie. Mi sono abituato al gioco di squadra, al gruppo, al giocare tutti insieme.
Grazie al calcio ho imparato il valore che ha "fare parte di un gruppo", sia che si vinca, sia che si perda.
L'esperienza del calcio mi ha fatto capire che quando si vince... si vince tutti ma anche che tutti paghiamo gli errori di uno. Fa parte del gioco di squadra ma anche del lavoro di gruppo... fa parte del "fare le cose insieme". Certe volte la partita diventa la battaglia dove l'altra squadra è il nemico e l'unica forza che hai è il gruppo di cui fai parte.
Adesso, a distanza di anni, senza dimenticare questa importante lezione, ho deciso di vedere come funzionano le cose da una prospettiva diversa... né da una parte, né dall'altra... senza prendere parte a nessuna battaglia..
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Voglio vedere la partita, o la battaglia, dal punto di vista dell'arbitro.
Già... Leggendo il "manuale del calcio" e studiando i dettagli delle regole di gioco, mi sono reso conto che alcuni dettagli del regolamento non li conoscevo affatto... inoltre, guardando giocare squadre di Serie "A", ho l'impressione che alcune regole che si applicano in rari casi di gioco, non le conoscano neppure i giocatori professionisti...
L'arbitro... l'unico che in campo non fa parte di un gruppo, l'unico che si occupa di far rispettare le regole del gioco. Quello che a seconda dei casi quando sbaglia diventa "l'uomo in più" per gli avversari, oppure "fa il suo" semplicemente, senza infamia e senza lode.... quello che.. quando si perde.. "è colpa sua" e quando si vince.. "si vince nonostante l'arbitro"...
L'arbitro è quello che "sta sempre dalla parte del torto"....
Non so se mi appassionerò al ruolo dell'arbitro, ma almeno voglio capire come ci si sente a vedere le cose dal suo punto di vista... da una prospettiva... sicuramente diversa...