"Qui passo gli anni, abbandonato, oscuro, senz'amor, senza vita; ed aspro a forza tra lo stuol de' malevoli divengo: qui di pietà mi spoglio e di virtudi, e sprezzator degli uomini divengo..." (G. Leopardi)

venerdì 20 gennaio 2012

KOSOVO: Città serbe al voto per il governo di Pristina. - POLITICA

Città serbe al voto per il governo di Pristina. - POLITICA


Il 14 e il 15 febbraio i cittadini di Kosovska Mitrovica, Zubin Potok, Zvecan e Leposavic, quattro città a maggioranza serba finite sotto il controllo del Kosovo, sono chiamati a decidere se riconoscere le autorità centrali del nuovo governo. La consultazione è estremamente delicata e secondo i sondaggi è probabile che possa vincere il «no» destabilizzando l'intera regione e le difficili trattative tra Pristina e Belgrado.

Mentre i rappresentanti dei due Stati attendono di incontrarsi lunedì 23 gennaio in Consiglio europeo, non si fermano gli scontri sul confine tra Serbia e Kosovo, ma anche all'interno dei Paesi. Se il presidente kosovaro Hashim Thaci è infatti incalzato a destra da chi come il Movimento per l’autodeterminazione sogna la riunificazione del Kosovo all’Albania, anche il suo omologo serbo, Boris Tadic non sembra avere vita facile, visto che chiede addirittura l'intervento della Russa per riportare la zona sotto il controllo di Belgrado.

Mercoledì, 18 Gennaio 2012

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Ma che sorpresa! 
L'articolo riportato sopra da per probabile il non riconoscimento del governo di Pristina da parte dei Comuni del Nord del Kosovo. Secondo me il "no" è un risultato assolutamente scontato.

Non sapevo di questa consultazione elettorale, sui media passa con un profilo a dir poco basso, non fa comodo né alla NATO, né agli Stati Uniti, né alla Comunità Europea e tanto meno al governo di Pristina, certificare il non riconoscimento del governo kosovaro da parte di tutto il Nord. 
Cosa succederebbe se finalmente si desse voce alla verità, anziché all'ipocrisia che ha caratterizzato il trattamento della questione del Nord del Kosovo fino a questo momento?

Finalmente si dovrebbe prendere atto della realtà e ridisegnare i confini tra Serbia e Kosovo. Almeno questa sembrerebbe una decisione logica e doverosa. 

Per la Serbia è oramai ovvio di non essere benvenuta nella Comunità Europea senza riconoscere il Kosovo indipendente. Per contro è altrettanto ovvio che il riconoscimento del Kosovo è un'opzione impossibile nel panorama politico interno della Serbia. Sarebbe quindi normale per la Serbia, chiedere alla Russia di "dare una mano" per risolvere la questione del Nord. 

Visto che l'indipendenza kosovara sembra una via senza ritorno, per quanto illegale dal punto di vista del diritto internazionale, l'autodeterminazione dei Comuni serbi del Nord sarebbe un atto di giustizia dopo anni e anni di sofferenze, proteste e morti. 

La Russia in questi giorni si sta comunque facendo sentire. Tramite il Ministro degli Esteri Lavrov sta nuovamente chiedendo che l'indagine sul traffico di organi, che coinvolge le alte sfere del governo di Pristina, sia iniziata e portata a termine. 
Questo dovrebbe bastare a far capire che per la Russia, il Kosovo e soprattutto la Serbia, non sono finiti nel dimenticatoio, e che la Risoluzione 1244 delle Nazioni Unite non è mai stata abrogata.

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