"Qui passo gli anni, abbandonato, oscuro, senz'amor, senza vita; ed aspro a forza tra lo stuol de' malevoli divengo: qui di pietà mi spoglio e di virtudi, e sprezzator degli uomini divengo..." (G. Leopardi)

martedì 3 aprile 2018

Il gioco d'azzardo e il crollo dei "valori" per chi lo pubblicizza

E' noto come la pubblicità di un prodotto, qualsiasi prodotto, ne condizioni la vendita al rialzo e come la stessa pubblicità riesca ad essere convincente riguardo alla qualità dei prodotti senza ulteriori verifiche da parte degli acquirenti e anche come la pubblicità particolarmente aggressiva riesca a creare la necessità di un determinato prodotto.

Tutto questo non è una novità e per questi motivi la pubblicità la felicità di siti internet e social networks che di per se sarebbero solo programmi per computers ma diventano una miniera d'oro quando vengono utilizzati da milioni di persone che ci trovano ogni sorta di pubblicità, profumatamente pagata.

In tutto questo sistema di pubblicità sempre più aggressiva e rivolta ad un pubblico, specialmente quello dei social, mediamente sempre meno intelligente e sempre più condizionato dallo strumento informatico, quello che fa veramente schifo è l'aumento esponenziale della pubblicità del gioco d'azzardo.

Il gioco d'azzardo è una pratica notoriamente deleteria per le finanze di molte persone, che facilmente induce in tentazione e che altrettanto facilmente diventa un vizio patologico riconosciuto anche dal mondo medico.
A poco serve l'ipocrisia del gioco responsabile architettata dal governo per lavarsi la coscienza dal rovinare migliaia di cittadini in cambio del gettito fiscale garantito dal gioco.

Quello che però sembra ancora peggiore è che il gioco d'azzardo venga pubblicizzato da personaggi ricchi e famosi. Ci sono personaggi del calibro di Francesco Totti e Claudio Amendola, solo per citarne due, un ex calciatore milionario il cui talento calcistico gli ha permesso di ritirarsi ancora giovane e non lavorare per il resto della sua vita, godendo di milioni guadagnati dando calci ad un pallone e un attore famoso, almeno in Italia, la cui carriera è stata sicuramente facilitata dal padre che era già nel settore e che lo fa dormire tranquillo dal punto di vista economico, anche lui senza dover fare i conti con 1000 euro al mese, turni, mobilità, precarietà e rinunce.

Proprio due personaggi del genere, che non hanno certo bisogno dei soldi che guadagnano facendo i testimonial del gioco d'azzardo, invogliano le persone a giocare e potenzialmente a rovinarsi facendo pubblicità al gioco d'azzardo. Ma dov'è finito un minimo di amor proprio?

Non dico che ci sia qualcosa di illegale. Sarà tutto perfettamente legale ma non è sicuramente etico. Possibile che questi facoltosi testimonial non abbiano mai sentito parlare delle patologie legate al gioco d'azzardo e dei problemi correlati?

Popolari personaggi dello sport e del cinema, milionari che non hanno mai vissuto i problemi del lavoratore medio, che con la loro popolarità, invogliano migliaia di persone a gettare via soldi nel gioco d'azzardo...


Tutto legale, certo... ma neanche un po' di vergogna? 

Nessun commento:

Posta un commento