"Qui passo gli anni, abbandonato, oscuro, senz'amor, senza vita; ed aspro a forza tra lo stuol de' malevoli divengo: qui di pietà mi spoglio e di virtudi, e sprezzator degli uomini divengo..." (G. Leopardi)

venerdì 12 agosto 2011

Ancora punti di vista... il rischio è andare fuori dal tema portante.

L'UNICEF ultimamente sta promuovendo l'attenzione mediatica sulla così detta "emergenza istruzione" dei bambini somali. Secondo l'UNICEF, appunto, sarebbero 200.000 i bambini che non vanno a scuola.

Certo che detto fuori dal contesto generale della Somalia questo fatto potrebbe rappresentare un'emergenza.
Conoscendo quello che succede in Somalia non è altro che uno dei tanti problemi e neppure di primaria importanza.

In Somalia negli ultimi 90 giorni sono morti oltre 29.000 bambini (fonti USA), se questi andavano a scuola, cosa di cui dubito, adesso ci sono 29.000 assenti in più e secondo l'UNHCR sarebbero circa 640.000 i bambini affetti da malnutrizione acuta. 

Si potrebbe provare a mandarli tutti a scuola in queste condizioni ma non credo che sarebbero predisposti ad imparare molto. 

Inoltre ci sono 1.300 famiglie somale alla settimana che tentano di raggiungere il campo profughi in a Dadaab in Kenya. Viaggi stremanti di settimane. Famiglie in fuga con i loro figli al seguito in condizioni penose.

Cosa vorrebbe l'UNICEF per far fronte all'emergenza istruzione? Far trovare ai profughi delle scuole a metà strada tra Mogadiscio e il Kenya per ripassare un po' di matematica?

Mi sembra estremamente fuori luogo in questo momento parlare di "emergenza" in merito all'istruzione in Somalia. 

Quando i bambini muoiono... e 29.000 sono un numero orribilmente enorme che fa venire i brividi.. parliamo pure di problema istruzione tra gli altri problemi secondari, ma non distogliamo l'attenzione dalle emergenze vere...

L'emergenza da fronteggiare è che la gente muore e come al solito le contromisure prese non sono efficaci come dovrebbero.

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